Tom Goldstein ha testimoniato mercoledì nel proprio processo penale per frode fiscale, mantenendo la propria innocenza e offrendo uno sguardo approfondito sulla sua passione per il poker ad alto limite. L’avvocato di fama internazionale, accusato di frode fiscale, evasione e false dichiarazioni ai creditori ipotecari, ha dichiarato alla giuria federale di Greenbelt, Maryland, di aver sempre agito in buona fede nel riportare i propri guadagni da gioco ai contabili e all’IRS.

Debiti Nascosti e Passione per il Texas Hold’em
Durante la testimonianza, Goldstein ha ammesso di aver minimizzato i propri debiti di gioco da 15 milioni di dollari nelle domande di mutuo, dichiarando: “Non volevo che mia moglie sapesse l’entità dei miei debiti di gioco”. Questa ammissione rappresenta uno dei punti centrali del caso che lo vede imputato.
Il processo si concentra sulle partite di poker ad alto limite che Goldstein ha disputato in tutto il mondo a partire dal 2016. Nella sua testimonianza, l’avvocato ha parlato con passione del no-limit Texas Hold’em, spiegando come questo gioco permetta ai giocatori di alto livello di “rischiare essenzialmente tutto” e “mettere tutto in gioco”.
“Penso che giocare a poker sia un po’ come risolvere problemi”, ha dichiarato il celebre avvocato. “È una cosa intellettualmente strana”.
I Legami con Paul Phua e i Match Heads-Up

Goldstein ha anche discusso del suo rapporto con il magnate malese del gambling Paul Phua, che aveva rappresentato in un caso di gioco illegale del 2014 conclusosi con l’assoluzione di Phua. L’avvocato, accusato di aver utilizzato denaro dovuto al proprio studio legale per pagare debiti di poker, ha ammesso di avere rapporti personali con Phua e altri clienti.
Phua è uno dei diversi giocatori di poker ad alto limite, insieme ad Andrew Robl e Keith Gipson, che hanno finanziato Goldstein in match heads-up che hanno prodotto 50 milioni di dollari di profitto. I pubblici ministeri ritengono inoltre che sia stato proprio Phua a mettere in contatto Goldstein con i suoi avversari soprannominati “Tango” e “Chairman”.
Vincite Dichiarate vs Perdite Reali
Nonostante affermi di aver vinto 88 milioni di dollari in match heads-up di poker, Goldstein ha dichiarato ai giurati di essere in perdita di circa 10 milioni di dollari complessivamente nel poker. Questa discrepanza deriva principalmente dalle perdite nei cash game tradizionali, che hanno eroso i guadagni ottenuti nei match testa a testa.
In una dichiarazione particolarmente significativa per il caso, Goldstein ha sostenuto di aver addirittura sovra-dichiarato le proprie vincite da gioco di 2,7 milioni di dollari nel 2016, affermando che avrebbe dovuto dichiarare zero. Quando gli è stato chiesto direttamente se avesse evaso le tasse nel 2016 o in qualsiasi altro anno, Goldstein ha risposto categoricamente “no”.
Una Strategia Rischiosa in Tribunale

La decisione di Goldstein di testimoniare nel proprio processo rappresenta una mossa ad alto rischio, coerente con la sua descrizione del poker come gioco in cui si “mette tutto in gioco”. Testimoniando, si è esposto al controesame da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, dove sarà costretto a rispondere sotto giuramento a domande sui presunti illeciti fiscali e sulle sue avventure pokeristiche.
Il processo ha già visto controesami accesi, in particolare quello del testimone governativo Walter Deyhle, ex contabile di Goldstein che la difesa è riuscita a far ammettere di aver commesso errori nella preparazione delle dichiarazioni fiscali dell’imputato. Questo sviluppo potrebbe rivelarsi cruciale per la strategia difensiva.
Il caso Goldstein solleva questioni importanti sulla tassazione delle vincite da gioco d’azzardo, un tema particolarmente rilevante anche per il mercato italiano dove la regolamentazione fiscale del poker e delle scommesse online è in continua evoluzione. La complessità della distinzione tra giocatore professionale e amatoriale, così come la corretta dichiarazione di vincite e perdite, rappresentano sfide comuni per i giocatori di alto livello in tutto il mondo.
Il controesame di Goldstein è previsto per giovedì, rappresentando un momento cruciale per l’esito del processo. Gli sviluppi precedenti del caso hanno già mostrato la complessità delle accuse e la determinazione della difesa nel contestare le prove dell’accusa.

