Cristiano Ronaldo ha boicottato la seconda partita consecutiva dell’Al-Nassr, saltando il match contro l’Al-Ittihad e intensificando la sua protesta contro la gestione del mercato invernale da parte del fondo sovrano PIF. La stella portoghese aveva già dato forfait nella precedente gara contro l’Al-Riyadh, segnalando chiaramente il suo malcontento per le politiche di trasferimento della Saudi Pro League.

La protesta di Ronaldo contro il sistema PIF
Il fuoriclasse dell’Al-Nassr accusa il Public Investment Fund di ostacolare la campagna trasferimenti della sua squadra, creando squilibri competitivi all’interno del campionato saudita. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il trasferimento di Karim Benzema all’Al-Hilal, club allenato da Simone Inzaghi, un’operazione che Ronaldo considera emblematica di come il fondo favorisca alcune società a discapito di altre.
La protesta di CR7 si concentra sul mancato rafforzamento dell’Al-Nassr durante il mercato invernale, con il giocatore che ritiene di non avere a disposizione una rosa competitiva per lottare ad armi pari con le altre big del campionato saudita. Il sistema di gestione centralizzata dei trasferimenti attraverso il PIF viene percepito come un ostacolo alla libera competizione sportiva.
Tifosi uniti: Al-Nassr e Al-Ittihad sostengono Ronaldo
La protesta di Ronaldo ha trovato un sostegno inaspettato sugli spalti. Durante la partita tra Al-Nassr e Al-Ittihad, al minuto 7 – numero simbolico della maglia di CR7 – i gruppi ultras di entrambe le squadre hanno esposto striscioni con la scritta “7 Ronaldo”, dimostrando solidarietà verso il campione portoghese.

Questo gesto rappresenta un momento storico per il calcio saudita, dove tifoserie rivali si sono unite per sostenere una causa comune. Il supporto trasversale dimostra come la questione sollevata da Ronaldo vada oltre i colori di squadra, toccando principi fondamentali di equità competitiva che interessano tutto il movimento calcistico del Regno.
Un precedente significativo per lo sport saudita
La capacità di Ronaldo di unire tifoserie storicamente rivali rappresenta un fenomeno senza precedenti nella Saudi Pro League. Il fatto che supporter di Al-Nassr e Al-Ittihad abbiano coordinato una protesta comune evidenzia l’impatto che la stella portoghese ha avuto non solo sul campo, ma anche sulla cultura sportiva del Paese.
Questa mobilitazione popolare mette pressione sulle istituzioni calcistiche saudite, che si trovano a dover gestire una situazione delicata dove il giocatore più rappresentativo del campionato sfida apertamente il sistema di governance del torneo.
La risposta della Saudi Pro League
Di fronte alle accuse di Ronaldo, la Saudi Pro League ha respinto ogni addebito, affermando che “ogni club agisce in modo indipendente e secondo regole comuni per garantire equilibrio e sostenibilità”. Questa dichiarazione ufficiale cerca di difendere l’integrità del sistema, negando l’esistenza di favoritismi o interferenze da parte del fondo sovrano.

Tuttavia, la posizione della Lega appare in contraddizione con le percezioni di Ronaldo e di parte dell’opinione pubblica saudita, che vedono nel trasferimento di Benzema all’Al-Hilal un esempio concreto di come il PIF possa influenzare gli equilibri competitivi del campionato.
Le implicazioni per il futuro del calcio saudita
La protesta di Ronaldo solleva questioni fondamentali sulla governance del calcio in Arabia Saudita, un Paese che ha investito miliardi di dollari per attrarre stelle internazionali e aumentare il prestigio della sua lega. Il conflitto tra il giocatore più iconico del campionato e le istituzioni calcistiche potrebbe avere ripercussioni significative sui futuri investimenti e sulla credibilità internazionale della Saudi Pro League.
Per il pubblico italiano, abituato a dinamiche di mercato più trasparenti, la situazione saudita rappresenta un caso di studio interessante su come i fondi sovrani possano influenzare lo sport professionistico. La vicenda di Ronaldo evidenzia le tensioni che possono nascere quando logiche geopolitiche e sportive si intrecciano in modo così diretto.
Il proseguimento dello sciopero di Cristiano Ronaldo e il sostegno ricevuto dai tifosi dimostrano che anche in contesti dove il potere economico sembra assoluto, la voce degli atleti e dei supporter può ancora fare la differenza nel plasmare il futuro dello sport.
