I Wolves accettano 48 milioni dal Crystal Palace per Strand Larsen. Offerta ridotta ma sufficiente per chiudere l’affare del centravanti norvegese.
Il mercato della Premier League continua a regalare colpi di scena. Il Molineux dice addio a Jorgen Strand Larsen. Una trattativa che sembrava arenatasi su cifre astronomiche ha trovato il suo epilogo con una svolta inaspettata: i Wolves hanno deciso di accept l’offerta rivista al ribasso presentata dal Crystal Palace.
Quarantotto milioni di sterline. Una cifra che certamente non rappresenta il massimo delle aspettative iniziali del club delle West Midlands, ma che evidentemente ha convinto la dirigenza a dare il via libera alla cessione del centravanti norvegese. La reduced offer degli Eagles ha fatto breccia nelle valutazioni economiche di Wolverhampton, probabilmente spinta dalla necessità di fare quadrare i conti in un periodo dove il Fair Play Finanziario incombe come una spada di Damocle.
Strand Larsen lascia i biancoverdi dopo una stagione dove ha mostrato lampi di classe alternati a momenti di appannamento. Il gigante scandinavo, alto 193 centimetri, rappresentava sulla carta il terminale offensivo ideale per il gioco verticale dei Wolves. La sua fisicità dominante nell’area di rigore e la capacità di proteggere palla spalle alla porta lo rendevano un punto di riferimento costante per i compagni.
Tuttavia, la continuità è mancata. In Premier League serve altro rispetto ai campionati scandinavi: ritmo forsennato, intensità asfissiante, marcature a uomo che non ti lasciano respirare. L’adattamento non è stato immediato e forse proprio questo ha convinto il club a non fare muro davanti a un’offerta comunque sostanziosa.
Per il Crystal Palace si tratta di un investimento importante. Selhurst Park accoglie un attaccante nel pieno della maturità calcistica, un giocatore che può garantire quella presenza fisica in area che è mancata spesso alle aquile londinesi. La strategia di mercato degli Eagles appare chiara: costruire un reparto avanzato capace di competere nella metà sinistra della classifica, lontano dalle sabbie mobili della zona retrocessione.
La decisione dei Wolves di accettare una proposta economica inferiore alle richieste iniziali dice molto sulla strategia del club. Probabilmente Gary O’Neil, tecnico sempre più sotto pressione, avrà voce in capitolo nella gestione dei fondi derivanti dalla cessione. Il mercato di gennaio può ancora riservare sorprese e questi 48 milioni potrebbero trasformarsi in due o tre innesti mirati per puntellare una rosa che ha mostrato evidenti lacune difensive.
Dal punto di vista tattico, la partenza di Strand Larsen obbligherà i Wolves a ripensare il proprio assetto offensivo. Senza un vero e proprio pivot centrale, O’Neil dovrà probabilmente affidarsi a soluzioni più dinamiche, con attaccanti mobili capaci di attaccare la profondità e muoversi tra le linee. Un cambio di filosofia che potrebbe anche rivelarsi benefico.
Il Crystal Palace, invece, abbraccia un profilo che si adatta perfettamente al calcio britannico. La Premier League ha sempre amato i centravanti fisici, quelli che sanno fare a sportellate con i centrali avversari e trasformare ogni pallone vagante in area in una potenziale occasione da gol.
Quarantotto milioni per un attaccante rappresentano un investimento significativo per qualsiasi club di media classifica. Il tempo dirà se questa operazione si rivelerà un affare per entrambe le società. Il calcio moderno vive di scommesse, alcune vincenti, altre clamorosamente sbagliate. Strand Larsen avrà l’opportunità di rilanciarsi in un ambiente nuovo, i Wolves quella di reinventarsi tatticamente ed economicamente.

