Il mondo del poker high stakes irrompe nelle aule di un tribunale federale americano con un protagonista d’eccezione: Tobey Maguire. L’attore hollywoodiano, noto al grande pubblico per il ruolo di Spider-Man, ha testimoniato nel processo contro l’avvocato Tom Goldstein, accusato di evasione fiscale e dichiarazioni finanziarie fuorvianti legate a ingenti vincite al poker.
Una vicenda che unisce celebrità, miliardari e partite private da capogiro, riportando l’attenzione su un circuito esclusivo dove le cifre in gioco superano spesso quelle dei tornei più prestigiosi.
La rivelazione in aula: “Ho vinto oltre 7 milioni”
Durante la deposizione, Maguire ha raccontato di aver ingaggiato Goldstein tra il 2020 e il 2021 per recuperare più di 7 milioni di dollari vinti in una partita privata contro il finanziere texano Andy Beal, nome leggendario nel panorama delle sfide ad altissime poste.
Per l’assistenza legale, l’attore avrebbe pagato circa 500.000 dollari. Secondo l’accusa, però, quel compenso non sarebbe stato registrato correttamente nei conti dello studio, ma utilizzato per coprire debiti personali di poker.
Goldstein respinge ogni addebito e sostiene di essersi sempre affidato a professionisti per la gestione fiscale, negando qualsiasi violazione.

Chi è Tom Goldstein e perché il caso fa rumore
Non si tratta di un avvocato qualunque. Cofondatore di SCOTUSblog e figura di primo piano nel diritto costituzionale statunitense, Goldstein è stato per anni vicino ai palazzi della Corte Suprema.
Le accuse federali parlano di milioni di dollari non dichiarati, documentazione ritenuta fuorviante e fondi che sarebbero stati impiegati per spese personali. Un impianto accusatorio pesante, destinato a far discutere non solo il mondo legale ma anche quello del poker internazionale.
Il processo, iniziato a gennaio nel Maryland, potrebbe durare diverse settimane e portare in aula altri protagonisti dei giochi privati più esclusivi d’America.
Tobey Maguire, regular dei big game
Negli ambienti del poker privato californiano, il nome dell’attore circola da anni. Molly Bloom — organizzatrice dei celebri big game frequentati da star e finanzieri — lo ha definito in passato uno dei giocatori più vincenti e competitivi del circuito.
Non una semplice celebrity al tavolo, ma un player disciplinato, abituato a ragionare in termini di edge, gestione del rischio e lettura degli avversari.
Una reputazione costruita lontano dalle telecamere, dove il poker diventa terreno d’incontro tra Hollywood e Wall Street.
Poker privato e fisco: un tema sempre più caldo
Il caso riaccende i riflettori su un tema delicato: la tracciabilità delle vincite nelle partite private. A differenza dei casinò o dei tornei ufficiali, questi giochi si muovono spesso in zone grigie dal punto di vista fiscale, soprattutto quando coinvolgono cifre milionarie.
Per questo motivo, il procedimento contro Goldstein viene osservato con grande attenzione dagli addetti ai lavori: potrebbe segnare un precedente importante nella gestione legale delle vincite high stakes.
Quando il poker supera Hollywood
La testimonianza di Maguire offre uno spaccato raro di un universo normalmente blindato dalla riservatezza. Un mondo parallelo fatto di jet privati, inviti selezionati e swing da milioni di dollari in una sola notte.
E mentre il tribunale proverà a fare chiarezza sulle responsabilità fiscali, una certezza emerge già: il poker, ancora una volta, dimostra di essere molto più di un gioco. È un crocevia dove si incontrano potere, denaro e strategia — e dove anche le star possono ritrovarsi sotto giuramento.

