Il TAR Lazio ha sospeso il pagamento della prima rata del canone annuo da 54.000 euro per una società operante nel settore del bingo, accogliendo con decreto monocratico l’istanza cautelare urgente presentata contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il presidente del Tribunale Amministrativo Regionale ha disposto la sospensione della determinazione direttoriale ADM del 9 dicembre 2025, impedendo così l’applicazione di sanzioni per il mancato versamento della prima rata del canone contestato. La decisione rappresenta il secondo intervento analogo del TAR Lazio in favore di operatori del bingo, dopo un caso simile risolto nelle scorse ore.
La controversia sulla determinazione ADM
Al centro del ricorso si trova una determinazione direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che, secondo la società ricorrente, avrebbe limitato l’applicazione di un’indennità mensile provvisoria di 2.800 euro esclusivamente ai concessionari che avevano già promosso specifici ricorsi, escludendo altri operatori in situazioni analoghe.
La società sostiene di avere diritto al riconoscimento della stessa indennità a partire dal 1° gennaio 2025 e richiede anche l’accertamento del credito maturato per le somme che ritiene versate in eccedenza negli anni precedenti. Questa disparità di trattamento costituisce il fulcro della controversia amministrativa che ha portato all’intervento cautelare del TAR.

Urgenza per evitare sanzioni
L’istanza cautelare urgente si è resa necessaria per l’imminente scadenza del termine di pagamento della prima rata del canone annuo contestato. Il versamento di 54.000 euro doveva essere effettuato entro il 31 gennaio 2026, e il mancato rispetto di questa scadenza avrebbe comportato l’applicazione automatica di sanzioni e l’avvio di procedure di riscossione coattiva.
Il presidente del TAR Lazio ha ritenuto sussistenti i presupposti per un intervento monocratico immediato, proprio per evitare le conseguenze negative nell’immediato e garantire alla società ricorrente la possibilità di attendere l’esame collegiale della questione senza subire penalizzazioni.
Sospensione e prossimi sviluppi
Con il decreto emesso, il TAR Lazio ha accolto l’istanza cautelare monocratica disponendo la sospensione del provvedimento impugnato nei limiti indicati in motivazione. La misura impedisce specificamente l’adozione di sanzioni e misure esecutive legate al mancato pagamento del canone contestato.

La trattazione collegiale della domanda cautelare è stata fissata per la camera di consiglio del 9 marzo 2026, quando i giudici amministrativi valuteranno in modo più approfondito la fondatezza delle ragioni avanzate dalla società ricorrente e decideranno sul merito della controversia.
Implicazioni per il settore bingo
La decisione del TAR Lazio si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra operatori del settore bingo e l’amministrazione fiscale. La ripetizione di casi analoghi nelle ultime ore evidenzia come la questione dell’indennità mensile provvisoria e dei canoni annui rappresenti un nodo critico per diversi concessionari.
Il settore del bingo in Italia attraversa da tempo una fase di difficoltà, aggravata dalle restrizioni imposte durante la pandemia e dalle successive modifiche normative. Le controversie sui canoni e sulle indennità riflettono le tensioni economiche che caratterizzano questo comparto del gioco pubblico.
La sospensione ottenuta rappresenta una boccata d’ossigeno per gli operatori coinvolti, che possono così evitare le sanzioni immediate e guadagnare tempo per far valere le proprie ragioni davanti al collegio giudicante. L’esito della camera di consiglio del 9 marzo potrebbe avere ripercussioni significative non solo per i casi specifici, ma per l’intero approccio amministrativo nei confronti del settore.
La questione evidenzia inoltre l’importanza del ruolo della giustizia amministrativa nel garantire un equilibrio tra le esigenze erariali e i diritti degli operatori economici, particolarmente in settori regolamentati come quello del gioco pubblico dove le dinamiche normative e fiscali hanno impatti diretti sulla sostenibilità delle imprese.

