Un episodio straordinario ha caratterizzato il weekend pokeristico di Las Vegas, dove un giocatore abituale dei tornei di beneficenza ha speso oltre 3.200 dollari in re-buy durante un singolo evento, senza mai arrivare a premio. Il protagonista di questa singolare performance ha partecipato al torneo “Hearts in the Crease” della Charity Series of Poker (CSOP), dedicato alla raccolta fondi per i Vegas Golden Chariots Special Hockey, l’unica squadra di hockey speciale del Nevada.
32 re-buy per una causa nobile
Il giocatore, regolare frequentatore degli eventi CSOP di Las Vegas, ha adottato una strategia tanto inusuale quanto generosa: andare all-in praticamente ogni mano senza nemmeno guardare le proprie carte. Ogni volta che perdeva il suo stack, acquistava immediatamente due carte di re-buy per ottenere due stack iniziali, ripetendo il processo con un sorriso stampato sul volto.

“È per i bambini!” ripeteva continuamente il protagonista di questa charity poker tournament, dimostrando che l’obiettivo non era vincere, ma contribuire alla causa benefica. Al termine del primo break, aveva già utilizzato 32 re-buy del valore di 100 dollari ciascuno, aggiudicandosi per la seconda volta in un mese il trofeo “Most Re-Buys”.
Il comportamento del giocatore ha trasformato il tavolo in un’opportunità unica per gli altri partecipanti. Tre giocatori seduti al suo tavolo – Tyler Patterson, Jeff Platt e Connor Richards – sono riusciti ad accumulare chip preziose grazie alla sua generosità involontaria, utilizzandole come trampolino di lancio verso il tavolo finale.
Final table ricco di colpi di scena
Il tavolo finale dell’evento CSOP ha regalato momenti memorabili, con la partecipazione di poker pro come DJ MacKinnon e Tyler Patterson, vincitore di due braccialetti WSOP. Il momento più discusso della serata ha visto protagonista proprio Patterson, vittima di uno slow roll da parte di sua moglie Carolyn, che con una coppia di assi in mano ha fatto sudare freddo il marito dopo il suo all-in.

La tensione al tavolo finale si è risolta con una vittoria a sorpresa per Connor Richards, che ha conquistato il trofeo dopo aver realizzato un full al river in un flip decisivo contro Carolyn Patterson e Jeff Platt. I tre finalisti si sono divisi i pacchetti crociera Margaritaville at Sea messi in palio, ma Richards si è aggiudicato il prestigioso trofeo CSOP.
Partecipazione stellare all’evento
L’evento “Hearts in the Crease”, tenutosi presso il Via Brasil Steakhouse e condotto dal commentatore poker Joe Stapleton, ha attirato numerose personalità del mondo pokeristico. Tra i partecipanti di spicco figuravano James Hartigan (commentatore PokerStars), Ryan Riess (campione WSOP Main Event 2013), Esther Taylor, Chad Holloway e Adam Peiken, oltre a Cheyenne Ivey, sorella della leggenda del poker Phil Ivey.

La presenza di queste figure di primo piano sottolinea l’importanza crescente degli eventi di poker charity nel panorama internazionale, un fenomeno che sta guadagnando terreno anche in Italia dove sempre più tornei combinano la passione per il gioco con obiettivi benefici.
Il futuro della Charity Series of Poker
L’iniziativa della CSOP, fondata dal poker pro Matt Stout, continua a crescere con un calendario ricco di appuntamenti. Il prossimo evento in programma è la CSOP Awards Dinner del 24 febbraio presso il Via Brasil Steakhouse, seguita dall’evento “Raise the Stakes for Rescue” del 21 marzo al The Stirling Club, dedicato alla raccolta fondi per Hearts Alive Village.
I Vegas Golden Chariots Special Hockey, beneficiari dell’evento, rappresentano un’eccellenza nel panorama sportivo inclusivo del Nevada. La squadra offre opportunità di hockey su ghiaccio a persone con disabilità intellettive, promuovendo integrazione sociale e benessere attraverso lo sport.
Il successo di questi unlimited re-buys poker events dimostra come il mondo del poker possa trasformarsi in una potente macchina di solidarietà. La formula vincente combina la competizione sportiva con obiettivi sociali, creando eventi che vanno oltre il semplice intrattenimento per generare un impatto positivo concreto sulla comunità.
L’esempio del giocatore che ha speso 3.200 dollari “per i bambini” rappresenta perfettamente lo spirito di questi special hockey fundraiser, dove la vittoria più grande non si misura in chip accumulate ma nel contributo offerto a cause meritevoli.

