Il Keely Hodgkinson world record è diventato realtà giovedì sera a Lievin, dove la campionessa olimpica britannica ha polverizzato il primato mondiale indoor degli 800 metri femminili. Hodgkinson ha fermato il cronometro su 1:54.87, cancellando il record di 1:55.82 che apparteneva alla slovena Jolanda Ceplak dal 3 marzo 2002.
La 23enne di Manchester aveva pianificato questo momento da mesi insieme al suo team tecnico. Infatti, la data del 19 febbraio era già cerchiata in rosso nel calendario di Hodgkinson e della sua allenatrice Jenny Meadows, proprio per sfruttare le caratteristiche della pista di Lievin.

La preparazione perfetta per il Keely Hodgkinson world record
Jenny Meadows, ex mezzofondista internazionale e attuale coach di Hodgkinson, ha rivelato la sicurezza della sua atleta prima della gara storica. Tuttavia, l’approccio mentale della britannica era particolare: temeva di stabilire il record ma rimanere insoddisfatta del tempo.
“Mi ha detto il giorno prima: ‘ovviamente so che ce la farò'”, ha spiegato Meadows. “Avevamo così tanti parametri di riferimento dagli allenamenti che non avevamo dubbi sul risultato. La sua paura più grande era stabilire un record mondiale ma essere delusa dal tempo.”
La scelta di Lievin non è stata casuale. Di conseguenza, il team ha optato per questa location considerando la storia della pista francese, teatro di numerosi primati mondiali nel corso degli anni. Inoltre, rappresentava l’unica vera opportunità della stagione indoor per tentare l’assalto al record.
Il ritorno di ‘Keely 2.0’ dopo le difficoltà
Il percorso verso questo Keely Hodgkinson world record non è stato privo di ostacoli. Dopo il trionfo olimpico di Parigi 2024, la britannica ha dovuto affrontare problemi fisici che l’hanno messa alla prova sia dal punto di vista atletico che mentale.
Il gruppo di allenamento M11 Track Club ha coniato il soprannome ‘Keely 2.0’ per descrivere la versione migliorata dell’atleta dopo il superamento degli infortuni. In particolare, questo periodo di difficoltà ha forgiato ulteriormente il carattere della campionessa, rendendola ancora più determinata.

L’intensità degli allenamenti per gli 800 metri
La preparazione per raggiungere il Keely Hodgkinson world record ha richiesto allenamenti estremi. Meadows ha descritto la durezza della preparazione per gli 800 metri, una distanza che mette a dura prova l’organismo degli atleti.
“Gli 800 metri sono così duri che il corpo letteralmente si rompe durante l’allenamento”, ha spiegato l’allenatrice. “Keely può fare certe ripetute e vomitare a causa dell’acido lattico. È un po’ disumano a volte.”
Nonostante l’intensità della preparazione, Hodgkinson aveva ancora margini di miglioramento secondo la sua coach. Infatti, Meadows ha rivelato che il tempo di 1:54.87 rappresentava il minimo con cui l’atleta sarebbe stata soddisfatta.
Un record che apre nuovi scenari
Il Keely Hodgkinson world record assume un significato particolare considerando la data di nascita dell’atleta. La britannica è nata proprio il 3 marzo 2002, lo stesso giorno in cui Jolanda Ceplak stabilì il precedente primato mondiale.
Questa coincidenza temporale aggiunge un elemento quasi magico alla prestazione di Lievin. Tuttavia, per Hodgkinson rappresenta solo l’inizio di una nuova fase della sua carriera, con ambizioni ancora più elevate per il futuro.

La collaborazione con Trevor Painter e Jenny Meadows, iniziata nel 2019 presso il centro di Manchester, continua a dare frutti straordinari. In particolare, il lavoro del team tecnico ha permesso di trasformare le difficoltà post-olimpiche in una spinta propulsiva verso nuovi traguardi.
Il primato di Lievin conferma la posizione di Hodgkinson come dominatrice assoluta degli 800 metri femminili. Di conseguenza, le aspettative per le prossime competizioni internazionali sono altissime, con la britannica che punta a consolidare ulteriormente la sua supremazia nella distanza.
La prestazione del 19 febbraio ha dimostrato che il Keely Hodgkinson world record non è stato frutto del caso, ma il risultato di una pianificazione meticolosa e di una preparazione fisica e mentale ai massimi livelli. Inoltre, lascia presagire margini di miglioramento ancora inesplorati per la giovane campionessa britannica.

