L’udienza per il Zappi appello inibizione è stata rinviata di 24 ore presso la Corte di Appello della FIGC. Il rinvio è stato concesso su richiesta del pool difensivo del presidente dell’AIA, attualmente sotto inibizione.
Il team legale di Zappi, composto da tre avvocati – Santoro, Sterratino e Sperduti – ha comunicato l’impossibilità di presenziare all’udienza inizialmente fissata per oggi. Di conseguenza, l’appello contro i 13 mesi di inibizione inflitti dal Tribunale Federale Nazionale slitterà di un giorno.

I dettagli del caso Zappi appello inibizione
Il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri aveva già scontato 10 mesi di squalifica precedente. Tuttavia, il TFN ha deciso di aumentare la sanzione portandola a 13 mesi complessivi. Questa decisione ha spinto Zappi e i suoi legali a presentare ricorso presso la Corte di Appello federale.
La soglia dei 12 mesi e un giorno rappresenta infatti un limite cruciale nel sistema disciplinare federale. Infatti, superando questa durata, il dirigente squalificato non può ricoprire alcun incarico all’interno delle strutture federali. Pertanto, la posta in gioco per il Zappi appello inibizione è particolarmente alta.
La posizione della Procura federale
La Procura federale ha già espresso la propria posizione riguardo al caso. Infatti, i magistrati federali hanno chiesto alla Corte di Appello di confermare integralmente la condanna di 13 mesi. Di conseguenza, non sembrano esserci margini per una riduzione della sanzione secondo l’accusa.

Le implicazioni del Zappi appello inibizione
Il rinvio dell’udienza prolunga ulteriormente l’incertezza sulla situazione del vertice arbitrale italiano. Inoltre, la vicenda continua a tenere banco nel mondo del calcio nazionale, considerando il ruolo centrale che l’AIA ricopre nel sistema arbitrale.
La strategia difensiva del presidente dell’AIA punta evidentemente a ottenere una riduzione della sanzione al di sotto della soglia critica dei 12 mesi. Tuttavia, la richiesta della Procura di confermare la condanna rende il percorso particolarmente complesso.
Nel frattempo, l’Associazione Italiana Arbitri continua le proprie attività sotto la guida della governance temporanea. Tuttavia, l’assenza prolungata del presidente eletto rappresenta una situazione di instabilità organizzativa per l’ente.

I prossimi sviluppi del caso
L’udienza per il Zappi appello inibizione si terrà quindi nelle prossime ore, con la Corte di Appello chiamata a pronunciarsi definitivamente. La decisione avrà ripercussioni immediate sul futuro del presidente dell’AIA e sulla struttura organizzativa dell’arbitraggio italiano.
Il pool difensivo dovrà presentare argomentazioni convincenti per ottenere una riduzione della sanzione. In particolare, l’obiettivo sarà dimostrare che la pena inflitta dal TFN risulta eccessiva rispetto ai fatti contestati.
La vicenda rappresenta inoltre un precedente importante per il sistema disciplinare federale. Infatti, la gestione di casi che coinvolgono i vertici delle associazioni tecniche richiede particolare attenzione alle procedure e ai principi di proporzionalità delle sanzioni.
L’esito del Zappi appello inibizione determinerà quindi non solo il destino personale del presidente AIA, ma anche l’assetto futuro della governance arbitrale italiana. Una conferma della condanna comporterebbe infatti la necessità di riorganizzare completamente la struttura dirigenziale dell’associazione.

